Tassi BCE

Nella tabella in basso è mostrata l’ultima quotazione disponibile del tasso BCE e la serie storica a partire dal 1999.

La maggior parte delle banche utilizza questo parametro per definire il tasso variabile di un Mutuo casa, in alternativa all’utilizzo del consueto tasso Euribor.

Tasso variabile Mutuo casa = Tasso BCE + Spread

Nella tabella è disponibile anche la variazione percentuale del Tasso BCE rispetto alla quotazione precedente.

Data Tasso di Riferimento
10/09/20140.05%
11/06/20140.15%
13/11/20130.25%
08/05/20130.50%
11/07/20120.75%
14/12/20111.00%
09/11/20111.25%
13/07/20111.50%
13/04/20111.25%
13/05/20091.00%
08/04/20091.25%
11/03/20091.50%
21/01/20092.00%
10/12/20082.50%
12/11/20083.25%
15/10/20083.75%
09/10/20084.25%
08/10/20084.25%
09/07/20084.25%
13/06/20074.00%
14/03/20073.75%
13/12/20063.50%
11/10/20063.25%
09/08/20063.00%
15/06/20062.75%
08/03/20062.50%
06/12/20052.25%
06/06/20032.00%
07/03/20032.50%
06/12/20022.75%
09/11/20013.25%
18/09/20013.75%
31/08/20014.25%
11/05/20014.50%
06/10/20004.75%
01/09/20004.50%
28/06/20004.25%
09/06/20004.25%
28/04/20003.75%
17/03/20003.50%
04/02/20003.25%
05/11/19993.00%
09/04/19992.50%
22/01/19993.00%
04/01/19993.00%
01/01/19993.00%

Nel calcolo della rata del mutuo con tasso Bce rispetto all’uso dell’indicizzazione all’euribor, o come alternativa all’uso dell’Eurirs, si devono fare delle valutazioni economiche più o meno attente?


Per capire che cosa il tasso Bce ha da offrire in più o in meno rispetto agli altri due valori di riferimento nel mercato dei mutui, può essere utile guardare la tabella che indica l’andamento storico. Con una lettura veloce diventa evidente che non c’è una grande volatilità, ma che le scelte di aumento oppure di riduzione del tasso stesso palesano un comportamento “costante” (fino al 2014 ancora modestamente positivo per poi diventare addirittura negativo).


Ciò è dovuto al fatto che questo tasso non viene determinato automaticamente dall’incontro della domanda e dell’offerta del denaro. Ma si tratta di un “valore” che viene deciso dalla Banca Centrale Europea, in funzione delle scelte di politica monetaria che vengono attuate per sostenere l’andamento economico dell’Eurozona. Quindi il tasso Bce può condizionare l’Eurirs e l’Euribor (anche solo in base alle aspettative che può suscitare), ma a sua volta non ne viene condizionato, basandosi su scelte di carattere più macroeconomico.


Tasso variabile: meglio il tasso “ufficiale” o euribor?


Un buon numero di banche, che si è fatto sempre più numeroso, permette di scegliere il tasso Bce o l’euribor nel caso di un mutuo a tasso variabile puro (eccezionalmente questa possibilità viene concessa anche nel caso di un variabile anche con cap). La scelta potrebbe sembrare quasi identica, se non per il fatto che il Bce è più costante rispetto all’euribor, ma purtroppo gli spread applicati possono fare una grande differenza.


Questo è dovuto al fatto che le banche si approvvigionano sul mercato interbancario, dove i prezzi pagati non sono allineati con il tasso ufficiale che è quello della Bce. Quindi in caso di disallineamenti poco favorevoli, il “guadagno” si potrebbe ridurre.


Per evitare questo problema gli istituti di credito applicano spread più elevati che garantiscono un maggior guadagno e allo stesso tempo possono scoraggiare chi cerca di ottenere il massimo risparmio puntando al tasso di mercato “finito” più basso. Perciò queste scelte non rendono direttamente confrontabili le due tipologie basandosi esclusivamente sulla mera convenienza.


A cosa serve guardare lo storico?


Le decisioni che vengono mensilmente prese dal consiglio della Banca Centrale Europea, e dalle quali derivano le scelte di aumentare, diminuire o lasciato invariato il tasso di sconto, sono anche un segnale di quella che è la situazione “economica” in un determinato momento.


Ad esempio, guardando la recente lunga serie di scelte di tagliare il tasso Bce, si comprende che questo è un momento di difficoltà economica e/o di liquidità. Però si vede anche che queste variazioni non vengono apportate con cadenza mensile, e difficilmente hanno coinvolto più di sei interventi in un anno.


In conclusione l’andamento del tasso Bce segue lo stato di “salute” o di malattia dell’Eurozona, essendo più in linea con le condizioni di vivibilità che nel complesso si possono incontrare nel quotidiano, più di quanto non faccia un tasso come l’euribor che prende in considerazione solo il sistema bancario.