Eurirs

In questa tabella è presente la quotazione in tempo reale del tasso Eurirs, in base all’ultima rilevazione disponibile.

Il tasso Eurirs è il parametro di riferimento per i Mutui a tasso fisso.

Tasso fisso Mutuo casa = Eurirs (durata mutuo) + Spread

La tabella mostra le quotazioni Eurirs prendendo in considerazione durate del Mutuo comprese tra 1 e 50 anni.

Quotazione Eurirs, tasso del 22/9/2016

1 anno 0.000%
2 anni 0.000%
3 anni 0.000%
4 anni 0.000%
5 anni -0.130%
6 anni 0.000%
7 anni 0.000%
8 anni 0.000%
9 anni 0.000%
10 anni 0.290%
12 anni 0.000%
15 anni 0.630%
20 anni 0.740%
25 anni 0.780%
30 anni 0.790%
40 anni 0.000%
50 anni 0.000%

I mutui a tasso fisso vengono offerti dalle banche con un tasso che è dato dal tasso Irs o Eurirs della durata pari a quella prevista dal contratto di finanziamento (ad esempio per tutte la durata in un fisso puro, o di una tranche per quelli misti) più lo spread.

Quest’ultimo rappresenta il guadagno della banca, mentre l’eurirs costituisce una sorta di “assicurazione” per la banca stessa di non andare incontro a delle perdite proprio per il fatto che garantisce al cliente l’invariabilità delle condizioni applicate.

Come funziona?

La banca per concedere un mutuo prende in “prestito” il denaro sul mercato interbancario. Questi scambi avvengono sempre in condizioni “variabili”. Quindi garantendo al cliente di usufruire di un tasso fisso, che quindi non segue le variazioni del mercato, si assume il rischio di andare incontro a delle perdite, nel caso in cui il tasso dovesse salire al di sopra di quello “fisso garantito”.

Questo rischio viene “ceduto” a dei soggetti che sono pronti a farsene carico, tramite la stipula di contratti derivati di swap. Infatti la denominazione di Eurirs è quella di Euro Interest Rate Swap, quindi costituisce la versione europea del tasso medio che viene stabilito nella stipula di questi contratti atti a trasferire il rischio su speculatori relativi a una specifica durata.

Per gli eurirs a 2 anni, oppure a 3 anni, il tasso che lo speculatore è disposto a pagare sarà logicamente inferiore rispetto a quello di un mutuo a 30 anni. Più cresce la durata, più aumentano i rischi, maggiore sarà il prezzo degli swap e quindi i tassi si fanno più alti.

Se si osserva l’andamento dello storico dell’ Eurirs si noteranno dei periodi in cui il tasso per le durate inferiori e quelle maggiori non risultano essere troppo distanti. Ciò è dovuto da condizioni di stabilità, che quindi portano a una riduzione del rischio. Invece quando si hanno degli elementi di perturbazione, l’Irs tende a subire dei notevoli cambiamenti e le durate inferiori rispetto a quelle maggiori si allontanano in modo molto netto.

Tasso finito e “fissato”

Premesso che l’andamento dell’Eurirs non dipende direttamente dal tasso Bce, poiché non ha un legame di tipo ufficiale, è altrettanto vero che le variazioni di politica monetaria o di qualsiasi altra condizione che va ad impattare sul “costo” di scambio del denaro, così come avviene per l’euribor, finisce con il far variare anche l’Irs e l’Eurirs.

Quest’ultimo è sensibile alla tensione in cui si può trovare lo spread legato ai Bund ed ovviamente se la banca centrale aumenta il costo ufficiale del denaro si avranno degli effetti a rialzo.

Mutui a tasso finito: cosa significa?

Da qualche tempo sono entrati nelle offerte delle banche anche i mutui a tasso finito. Questi hanno in partenza un tasso finito e bloccato, il che significa che non ci si deve preoccupare se i tassi di riferimento subiranno dei rialzi. Con quelli proposti nella formula tasso Eurirs più spread si deve monitorare la situazione, specialmente se si è davanti a una pratica di mutuo che può richiedere lunghi tempi per giungere alla stipula.

Infatti, anche se un mutuo è a tasso fisso, in pratica il tasso applicato al contratto è quello che risulta al momento della stipula, che potrà essere anche notevolmente cambiato rispetto a quello con cui era stato calcolato il preventivo.