Cessione del quinto Inpdap: tassi, calcolo e funzionamento

La cessione del quinto Inpdap è una delle alternative che i dipendenti pubblici e i pensionati che provengono dal settore pubblico possono richiedere, ma solo se sono in possesso di alcuni requisiti aggiuntivi. Quindi è corretto dire che la cessione del quinto Inpdap è accessibile solo ai dipendenti del settore pubblico e suoi pensionati, ma è errato pensare che lo sia per tutti.

Per accedervi è infatti essenziale l’iscrizione e la regolare contribuzione (contributo volontario) al Fondo della gestione Unica delle prestazioni creditizie e sociali. In aggiunta ci sono poi anche requisiti all’anzianità ed alla durata dei contratti. Una questione, quest’ultima, che riguarda solo coloro che hanno contratti a tempo determinato, spesso usati nella scuola e in alcuni uffici pubblici.

Che tipi di finanziamenti sono?

Come finanziamento si tratta di una cessione contro quinto dello stipendio o pensione. Questo fornisce il limite della somma che può essere richiesta, in funzione del proprio stipendio netto (stesso discorso per la pensione dove bisogna considerare però anche la quota cedibile), visto che la rata non può superare il rapporto del quinto (o 25%) degli emolumenti percepiti. Il rimborso avviene con trattenuta a monte e pagamento diretto o rimborso dall’ente previdenziale. In entrambi i casi la durata potrà essere quinquennale o decennale.

Quali caratteristiche presentano?

La trattenuta a monte e la rata massima pari a un quinto valgono tanto sulla tipologia diretta, ovvero i prestiti pluriennali diretti, che sono erogati dal Fondo della gestione Unitaria, che per quelli pluriennali indiretti, che sono erogati tramite banche convenzionate, e assistenza di garanzia fornita dall’Inps sempre tramite il Fondo stesso.

Altro aspetto in comune è quello sui requisiti necessari in quanto sia per i prestiti pluriennali garantiti che per quelli diretti, bisogna aver maturato almeno 4 anni di iscrizione e contribuzione al fondo. Ricordiamo a riguardo che con l’accesso alla pensione decade l’iscrizione da dipendente. In tal caso si deve richiedere di nuovo l’iscrizione al fondo, avendo comunque una percentuale di contributo più bassa. L’anzianità quadriennale è sempre valida tranne nei casi in cui si rientra nelle seguenti ipotesi:

  • essere medaglia al valore;
  • appartenere ai mutilato di guerra;
  • essere invalido civile.

In tutti e tre i casi l’anzianità di iscrizione e contribuzione al Fondo si dimezza (sarà quindi di due anni come minimo).

Principali differenze

Le differenze tra la prima e la seconda tipologia (pluriennali diretti o garantiti) non riguardano solo i soggetti che svolgono la funzione come “finanziatori” (Inps direttamente tramite il fondo nel primo caso e banche convenzionate nel secondo caso). Altre disparità sono evidenti nei tassi applicati e nella necessità di fornire le adeguate “motivazioni” per le quali si possono richiedere i prestiti pluriennali diretti. Queste devono rientrare nei casi appositamente specificati nell’apposito regolamento (Approfondimento: Regolamento Inps) al 20 novembre costituito da 29 alternative.

Per semplicità riassumiamo comunque di seguito le differenze principali tra i prestiti pluriennali diretti e quelli garantiti Inps ex Inpdap:

Prestiti pluriennali diretti Prestiti pluriennali indiretti
Soggetto erogante Inps ex Inpdap banche convenzionate
Tassi riportati nel regolamento negoziati nella convenzione
Finalità solo quelle previste dal regolamento possibili limiti raramente indicati nelle convenzioni

(Fonte: sito ufficiale Inps – Data: 20 novembre 2018)

Tassi

Come appena evidenziato in tabella i tassi per i prestiti garantiti possono variare in funzione dell’istituto di credito facente parte della convenzione. Non solo, questi tassi, alla pari delle cessioni del quinto tradizionali, vengono periodicamente riviste e adattate alle condizioni di mercato.

Nel caso dei prestiti pluriennali indiretti, quindi, per conoscere esattamente le condizioni bisogna rivolgersi a una banca convenzionata e farsi fare un preventivo. I vantaggi sono comunque presenti e riassumibili in:

  • tassi medi solitamente più bassi rispetto a quelli applicati fuori dalle convenzioni;
  • procedure solitamente più snelle di invio dei documenti e di valutazione.

Per i prestiti pluriennali diretti i tassi sono invece stabiliti con un regolamento, quindi non sono suscettibili di cambiamenti, se non tramite apposita approvazione di un nuovo regolamento (cosa che accade normalmente dopo alcuni anni). Al 20 novembre 2018 questi sono pari al 3,5% con l’aggiunta di uno 0,50% di spese fisse di gestione, e l’aggiunta della quota del premio di rischio, che viene determinato in base alle apposite tabelle.

Simulazione

Sul sito dell’Inps è possibile fare una simulazione sulle condizioni finali che si otterranno grazie ad un tool di calcolo online che viene messo a disposizione dall’Ente stesso.

Ricordiamo che si tratta di un tool che offre solo delle indicazioni di massima e che non necessita di registrazione o autenticazione, essendo accessibile a tutti. Ad esempio effettuando una simulazione al 20 novembre 2018 per uno stipendio netto di 1500 euro il risultato che otteniamo è il seguente:

Come si può vedere il sistema propone le varie alternative accessibili con le ultime due voci rappresentate proprio dal prestito pluriennale quinquennale (60 rate) e decennale (120 rate), con indicazione della somma massima che potrebbe essere concessa.

(Fonte: sito ufficiale Inps – Data: 20 novembre 2018)

Presentazione delle richieste

La procedura è differente a seconda che si tratti della cessione del quinto Inps ex Inpdap diretta o quella dei prestiti garantiti. Nel primo caso la richiesta avviene per via telematica, loggandosi sul sito dell’Inps con le proprie credenziali e andando nella sezione “Domande Web Prestiti Pluriennali”. Successivamente si inviano i documenti richiesti tra cui quelli che dimostrano la motivazione per la quale si fa la richiesta, come ad esempio finanziamento per acquisto auto, prestito per ristrutturare casa, ecc.

Nel caso dei prestiti pluriennali garantiti la richiesta va fatta direttamente a una delle banche proponenti (già in fase di preventivo bisogna portare i certificati di stipendio, gli attestati di servizio, e i documenti personali). Sarà poi la banca a comunicare con l’amministrazione del richiedente per ottenere i documenti di cui ha bisogno (ad esempio per i pensionati anche la quota cedibile) ed arrivare, previa logica valutazione, all’erogazione della somma richiesta.

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