Fido bancario o prestito: considerazioni pratiche

Il fido bancario è un tipo di prodotto molto diffuso nel mondo anglosassone, dove per giunta ha avuto origine. In inglese il fido bancario è definito overdraft facility ed ha un significato diretto e semplice da comprendere: è un affidamento, cioè una linea di credito, di importo per lo più definito, che la banca si impegna a mettere a disposizione del titolare del conto corrente al quale viene appoggiato. Indubbiamente poter contare su una liquidità aggiuntiva può rappresentare un vantaggio che ovviamente ha dei costi che vanno attentamente valutati.

Differenze da un prestito personale?

Per prima cosa dobbiamo fare un distinguo sul possibile beneficiario di un fido bancario. Si tratta infatti di una forma di affidamento che può essere concesso sia ai privati (sia nella forma di fido di cassa, fido di portafoglio o patrimoniale) e sia alle aziende (come fido prevalentemente di portafoglio, ma anche di cassa).

Di seguito andiamo a considerare le differenze e le similitudini che possono esserci tra le forme più diffuse di finanziamento, ovvero i prestiti personali e il fido, in particolare quello di cassa perché è la forma più utilizzata dai privati. Le caratteristiche comuni tra prestito personale e fido sono:

  • pagamento di interessi passivi sulla liquidità prestata;
  • somma finanziata definita a monte;
  • istruttoria per la valutazione della concessione di liquidità;
  • presentazione di specifiche garanzie (per lo più rappresentate dal reddito del richiedente).

Le principali differenze sono invece:

  • costo dell’operazione
  • tassi applicati alla liquidità

Approfondimento sui costi

Costi applicati nel finanziamenti

Quando la banca concede un prestito applica i seguenti costi:

  • spese di istruttoria e/o gestione;
  • spese di incasso rid (che possono in taluni casi anche essere azzerate);
  • la quota di interessi relativa a ciascuna rata, con il calcolo che avviene in base all’ ammortamento alla francese.

Cosa significa quest’ultimo punto? Che al momento della concessione del prestito viene calcolato il totale degli interessi passivi per tutta la durata del piano di rimborso e poi per ciascuna rata si suddivide il monte interessi e il monte capitale, facendo decrescere la quota interessi e crescere quella capitale così da pagare una rata costante per tutto il periodo.

Costi applicati ai fidi o affidamenti bancari

I costi applicati sul fido bancario nel corso del tempo hanno subito una riorganizzazione. In funzione di questo oggi le banche si sono dovute allineare su due categorie di costi:

  • CIV, acronimo di commissione di istruttoria veloce. Si tratta di una commissione da corrispondere solo nel caso in cui nel periodo considerato c’è stato uno o più sconfinamenti anche in misura minima e per pochissimo tempo. Viene comunque applicata solo se la banca in origine, prima di concedere il fido ha svolto un’attività di istruttoria veloce (alcune banche lo fanno, mentre altre no). Tale commissione può essere addebitata sul conto se viene data esplicita autorizzazione dall’intestatario, oppure deve essere pagata con pagamento diretto;
  • CFA, acronimo di commissione sul Fido Accordato. Si tratta della somma fissa che periodicamente deve essere pagata per la messa a disposizione del fido, indipendentemente dall’utilizzo e degli sconfinamenti. Se è applicata la CFA è omnicomprensiva e si calcola in proporzione all’importo e durata del fido.

Approfondimento Tassi

Su fido bancario e prestiti si devono considerare poi gli interessi passivi. Nel primo caso sono calcolati in funzione dell’effettivo utilizzo (sia come giorni che come importo utilizzato) mentre nel secondo caso, come detto in precedenza, bisogna riferirsi all’ammortamento alla francese. Detto questo generalmente il fido ha tassi più elevati di un prestito, anche se è sempre preferibile controllare le condizioni proposte dal proprio istituto di credito.

L’alternativa del prestito rotativo

Tra i finanziamenti più simili al fido bancario possiamo indicare quello definito “rotativo”. Questa tipologia di prestito non ha una vera e propria scadenza, ma permette al richiedente di avere una linea di credito alla quale attingere, che viene ripristinata mano a mano che si restituiscono le somme utilizzate. Un aspetto che logicamente lo avvicina molto ad un fido bancario.

Di contro nel caso del prestito rotativo, il calcolo della quota interessi avviene con lo stesso principio di un finanziamento ‘tradizionale’ seppur solo sulla somma realmente utilizzata e non su tutto il capitale concesso come finanziamento.

Differenza tra fidi di cassa e patrimoniali

I fidi di cassa sono quelli più diffusi. Normalmente il richiedente garantisce la linea di credito con i propri redditi (ad esempio su accredito dello stipendio). Quello patrimoniale invece viene concesso sulla base di “beni” mobili come ad esempio titoli e strumenti finanziari per i privati, e fatture o merci nel caso delle aziende. Il primo tipo può essere a scadenza (con rinnovo automatico) oppure senza scadenza. Quello patrimoniale è invece sempre a scadenza. In alcuni casi si può procedere al rinnovo, anche se è più diffusa la prassi della firma di un nuovo contratto.

A chi e quando convengono i fidi?

Il fido è necessario per chi sa di dover andare incontro a sconfinamenti, ovvero ad un saldo negativo del proprio conto corrente. Detto questo può essere utile anche per chi vuole essere semplicemente tranquillo nella gestione dei propri soldi, anche in caso di imprevisti.

Proprio per questo se si ha un conto con un buon saldo e le proprie finanze sono più che sufficienti per gestire le spese che si sostengono, compresi gli imprevisti, allora la richiesta di fido bancario rappresenta probabilmente poco corretta. Se la situazione dovesse cambiare si può sempre richiedere il fido in prossimità del momento del bisogno ‘prevedendo’ tempi gestibili per la valutazione e la decisione da parte della banca.

Esempi di fido bancario

UniCredit

La proposta della banca lombarda prende il nome di Scoperto Facile. Permette di scegliere tra 4 differenti taglie e cioè: 1500 euro, 3000 euro, 6000 euro, 12000 euro (solo nel caso di richiesta da internet banking e filiale).

Ogni ‘taglia’ ha un proprio canone mensile fisso rispettivamente di 2,50€, 5€, 10€ e 20€. L’importo richiesto potrà essere modificato nel corso del tempo previa logicamente valutazione dell’istituto di credito milanese.

(Fonte: sito ufficiale UniCredit – Data: 8 Gennaio 2019)

Approfondimento: Prestito UniCredit.

Fineco

In questo secondo caso facciamo riferimento al Minifido che permette di richiedere uno scoperto pari a massimo 3 mila euro. La richiesta potrà essere effettuata da tutti i correntisti che abbiano accreditato la pensione oppure lo stipendio od ancora che abbiano almeno 20 mila euro in assets con Fineco.

(Fonte: sito ufficiale Fineco – Data: 08/01/2019)

Approfondimenti: Prestiti Fineco.


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