Scegliere tra mutuo a tasso fisso e variabile: 3 consigli per non sbagliare!

La scelta del tipo di tasso deve prendere in considerazione differenti aspetti, come il fattore psicologico e la rilevanza che ha per il potenziale mutuatario la tranquillità di una rata certa e sempre uguale, la durata del mutuo, il livello dei tassi attuali ed i progetti oltre che gli obiettivi che si intendono realizzare nel futuro.

Per questa ragione chi si è domandato se fosse meglio il mutuo a tasso fisso o variabile nel 2013, oppure nel 2012 o 2011, o ad esempio nel 2007, prima della crisi, non è giunto sempre alla stessa conclusione a prescindere della stessa situazione economica che caratterizzava il relativo periodo.

Alcuni consigli per così dire ‘universali’ possono però aiutare a trovare la strada più sicura verso una scelta consapevole ed economicamente più adatta alle personali caratteristiche.

Consiglio numero 1)

Le previsioni sull’andamento dei tassi possono essere fatte solo per un futuro prossimo, e dato che i mutui si estendono sull’arco di alcuni decenni, la scelta fatta può essere giusta per qualche anno e poi dimostrarsi non più corretta.

Quest’ultimo aspetto dovrebbe però spingere a mantenere un atteggiamento attivo, così da apportare le necessarie modifiche, via via che si presentano le giuste opportunità offerte dal mercato dei tassi e dei mutui.

Quindi il primo consiglio è quello di non pensare che la scelta del mutuo sia una scelta fatta per “sempre”, ma bisogna essere disposti a metterla in discussione e a correggerla. Il mercato dei mutui non è più rigido, quindi se ci sono buone proposte su mutui flessibili, strutturati o con opzione, andrebbero sicuramente presi in considerazione.

Consiglio numero 2)

Organizzare i vari aspetti da considerate (tranquillità, risparmio, durata, importo, aspettative, progetti futuri, ecc) secondo un ordine di importanza. Quindi associare ogni aspetto ad una caratteristica di uno o più mutui individuati, sulla base di una vera e propria pianificazione finanziaria (che è facile da attuare e permette di mantenere il polso della situazione, anche a fronte di improvvisi cambiamenti delle situazioni interne ed esterne).

Consiglio numero 3)

Se tuttavia si rimane indecisi tra tasso fisso e tasso variabile, non bisognerebbe cercare soluzioni intermedie eccessivamente rigide, come il classico tasto misto, facendo molta attenzione anche ai mutui con cap che spesso risultano più onerosi, complessivamente, dei mutui a tasso fisso (specie quando questi si fermano intorno ad un 4-6%)


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