Iva acquisto prima casa: conviene ancora acquistare da costruttore?

Il pagamento dell’Iva sull’acquisto della prima casa è dovuta solo nel caso in cui non si tratti di una abitazione “usata” (in questi casi si applicano le imposte per gli acquisti da privato, ovvero l’imposta di registro), e sempre che si tratti di un’operazione soggetta ad Iva. Quindi non è detto che l’acquisto da costruttore porti automaticamente al pagamento dell’Iva, perciò prima di acquistare bisogna chiedere specificatamente se si tratterà di un’operazione esente o soggetta all’applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto. In questa seconda ipotesi, per il 2016, c’è comunque una buona notizia, visto che sono state introdotte delle ulteriori agevolazioni, che tuttavia hanno il carattere di “bonus” di tipo temporaneo (vedi anche Agevolazioni prima casa ).

Quanto sono le imposte senza agevolazioni 2016?

Nel caso in cui l’immobile residenziale acquistato da costruttore, rientri nell’ipotesi di “prima casa” (non deve essere di lusso e con conseguente elezione della residenza entro 18 mesi, e nel rispetto delle facilitazioni introdotte riguardo alla contemporaneità di titolarità di immobili con agevolazioni), allora l’Iva dovuta sarà del 4%, con l’aggiunta delle somme fisse di 200 euro cadauna per l’imposta ipotecaria, di registro e catastale (vedi anche Mutuo contante ).

Che cosa cambia per il 2016? Un bonus del 50%

Solo per gli acquisti che risulteranno da rogito notarile dal 1 gennaio al 31 dicembre 2016, per unità di classe energetica A oppure B, a destinazione residenziale, ci sarà la possibilità di recuperare il 50% dell’Iva pagata. Infatti, anche se si parla di uno sconto del 50%, di fatto non si avrà un istantaneo risparmio, ma la possibilità di recuperare la metà della sola Iva pagata all’atto (rimangono fuori le imposte fisse di 200 euro), in dichiarazione dei redditi, con recupero di una quota che sarà pari a 1/10 per anno, per un totale di 10 anni. Quindi, a titolo di esempio, così come avviene già per gli altri bonus (ad esempio quello sulle ristrutturazioni e efficienza energetica al 50%), su una spesa totale di 4000 euro, 2000 potranno essere recuperati in sede di dichiarazione dei redditi, con una quota di 200 euro all’anno, per un totale di 10 anni. In più i condomini che dovessero risultare “incapienti” possono cedere al costruttore che ha eseguito i lavori di risparmio energetico (e per i quali potrebbero ottenere il bonus fiscale), la propria quota di detrazione, così da approfittare ugualmente del beneficio fiscale, e ridurre il proprio “debito-quota”.


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