Mutui per pensionati: come superare i limiti di età

Le difficoltà che incontrano spesso i giovani nel reperire fondi sufficienti per l’acquisto della propria casa, spinge nella maggioranza dei casi, verso la richiesta di mutui per pensionati da parte dei genitori. Ma esistono prodotti specifici?

Soprattutto quando si tratta di alcuni diritti riconosciuti ai cittadini italiani dalla Costituzione, come quello ad una sistemazione abitativa dignitosa, ci si aspetterebbe infatti dei prodotti ad hoc per le persone che hanno raggiunto l’età di pensionamento. Tuttavia nessuna banca ha una categoria od un prodotto specifico a titolo di “mutuo pensionati”. Una “carenza” che riscontriamo anche nel caso del mutuo Inps ex Inpdap.

Come e dove è più facile ottenere mutui per i pensionati?

Il punto di partenza, sul quale viene costruito un iter di valutazione di una richiesta di mutuo per i giovani, pensionati o per chi si trova semplicemente in età matura è sempre la coesistenza di 4 condizioni base, che sono:

  • rispetto dell’età anagrafica massima;
  • capacità reddituale sufficiente;
  • valore dell’immobile e regolarità di permessi (no abusi di qualsiasi tipo);
  • affidabilità e merito creditizio del richiedente elevati.

Per quanto riguarda il primo punto le banche prevedono delle durate oggettivamente differenti: alcune si fermano a 75 anni, altre arrivano anche ad 80 ed eccezionalmente ad 85 anni. Ovviamente qui non si fa alcun riferimento al mutuo vitalizio, che invece avvantaggia proprio le persone più in avanti con gli anni. Quindi più si è anziani, e maggiore attenzione deve essere posta sull’età massima che ogni banca è disposta ad inserire nei propri contratti.

Quale il fattore più importante per i pensionati?

Oltre all’aspetto legato alla componente anagrafica risulta avere particolare importanza l’affidabilità ed il merito creditizio. Qui troviamo due situazioni opposte tra giovani e pensionati: i primi avranno un merito e un giudizio di affidabilità ancora da costruire, ma hanno dalla propria parte ampia scelta di durata, essendo con età anagrafica ben al di sotto dei limiti previsti.

Nel caso di richiesta di mutuo da parte di pensionati, si ha la possibilità di vantare una lunga e costantemente affidabile reputazione creditizia, ma si devono accettare anche grandi limitazioni per l’età anagrafica. Quindi il principale problema a cui dare adeguata risposta è quello di trovare un buon compromesso tra l’età effettiva del richiedente e la durata del mutuo che si potrà ottenere, partendo dal fatto che difficilmente le banche concedono mutui di durata inferiore ai 5 anni.

Più facile con l’Inps?

Non esiste una convenzione Inps per il mutuo pensionati, per cui quando si parla di mutuo Inps ci si riferisce a quello che un tempo era il mutuo Inpdap. Dal regolamento in vigore si legge chiaramente che possono fare richiesta di un mutuo Inpdap dipendenti in attività e pensionati. Come requisiti soggettivi sono richiesti solamente la contribuzione al Fondo della gestione unitaria da almeno 3 anni (non c’è nessun richiamo specifico per condizioni a parte di un eventuale “mutuo pensionati”).

L’aspetto che colpisce è la carenza di una indicazione specifica prevista proprio per l’età massima dei richiedenti che, se implicita nel caso dei dipendenti pubblici in attività (che è prevista e indicata dalla legge), dovrebbe essere specificata per i pensionati. Tuttavia non è così, così come stona il fatto che non siano previste delle agevolazioni per l’attribuzione di punteggio e la compilazione della graduatoria, nel caso in cui la domanda di mutuo dovesse essere fatta da pensionati.


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