Prestito personale o carta revolving: confronti costi di gestione ed interessi

Consigliare è un dovere, ma solo quando si può offrire veramente un valore aggiunto. In materia di finanziamenti la situazione si spinge molto al limite, specialmente perché nella maggioranza dei casi non si può andare oltre alla propria esperienza personale, quando in realtà dovrebbe contare soprattutto la dimensione della convenienza, sia in senso stretto (economica) che in senso lato (opportunità e vantaggi correlati). In particolare quando si tratta di dover scegliere tra l’uso di una carta revolving o la richiesta di un vero e proprio prestito non si può assolutamente prescindere da alcuni aspetti fondamentali.

Formalità per ottenere una carta revolving ed un prestito personale

Le carte revolving possono essere richieste senza particolari complicazioni o formalismi. E’ sufficiente compilare un modulo, anche online, ed attendere che la carta arrivi (qualche volta bisogna attivarla, ma lo si fa con una semplice telefonata).

I prestiti personali invece vanno incontro immancabilmente ad una fase di istruttoria, e quindi a un apparato burocratico molto più corposo. Come discorso di “opportunità” quindi è la carta revolving ad ottenere la meglio, anche dal punto di vista di flessibilità di impiego.

Importi e costi dei prestiti rispetto alle carte revolving

L’aspetto della convenienza economica non può non concentrarsi sul costo complessivo della forma di finanziamento scelta, sia essa la carta revolving o prestito. Il tasso di interesse praticato sui prestiti (online o tradizionali, c’è ormai poca differenza) è praticamente sempre inferiore a quello delle carte revolving, tranne qualche magra eccezione.

Se la necessità di possedere una carta revolving è invece legata a una forma di tutela, ovvero a un mezzo a cui attingere se si ha la necessità di affrontare una spesa da poter rateizzare in modo semplice ed autonomo, allora possono rappresentare la migliore soluzione, soprattutto se si scelgono quelle che, per determinate somme spese, non prevedono l’applicazione del tasso di interesse, funzionando come dei veri e propri prestiti a tasso zero.

Tuttavia le carte revolving sono fortemente condizionate dalle somme massime che possono essere spese, sicuramente inferiori, e di molto, rispetto a un prestito personale, per il quale però si pagano interessi sull’intera somma e non solo su quella utilizzata (come avviene invece con un fido).

Conclusioni

Come forma di tutela, per far fronte alle emergenze è, come detto, meglio scegliere una carta revolving, specialmente se rientra in una carta multifunzione, per la quale quindi, anche in caso di inutilizzo, non si dovrà pagare il canone annuo di gestione.

Se invece bisogna programmare una spesa di un certo importo, sono i prestiti personali a rappresentare la soluzione più congrua, e di norma, anche quella economicamente meno onerosa.


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