Domanda

Buongiorno,
Se in fase di chiusura di una surroga la disdico perché la mia banca mi ripropone una variazione ancora più conveniente della surroga stessa, devo farmi carico della periziao di altre spese?


Cordiali saluti

Risposta

La situazione cambia a seconda del tipo di ente o istituto coinvolto nell’operazione di surroga, ad esempio Inpdap piuttosto che una banca privata, e delle condizioni contrattuali previste dal prodotto proposto.

Infatti dopo una prima fase in cui le banche si sono date battaglia per conquistare nuovi clienti, con uno sforzo minimo, pubblicizzando delle spese per la surroga del mutuo nulle, la situazione si è placata trovando una equilibrio intorno al fatto che la banca che perde clienti subisce una “perdita” e chi acquista un nuovo cliente, deve fare attenzione all’ipotesi di un potenziale surrogatore definito ‘seriale’, andando incontro a sua volta ad una perdita a causa delle spese notarili e di perizia, ecc di cui si deve far carico.

E’, tra l’altro, un’ipotesi sempre più presente, quella che vede una banca, che sta per essere lasciata da un cliente deciso a traslocare presso un istituto con condizioni migliori, disposta a rivedere le condizioni applicate così da ridurre il guadagno, rispetto alle condizioni originariamente pattuite, ma senza andare incontro alla perdita dell’intero guadagno che ne deriverebbe con il suo abbandono.

Allo stesso modo è cresciuto il numero di banche che prevedono, nel caso di surroga, il pagamento del costo non solo delle spese di perizia (vedi anche Spese mutuo), ma anche quelle di istruttoria (a volte dimezzate in caso di rinuncia). Le spese notarili verranno ‘sborsate’ dalla banca solo a conclusione del contratto stesso per cui non vanno messe a carico del potenziale surrogatore rinunciatario. Questa situazione può portare a pensare come la situazione non sia rosea, mentre al contrario può rappresentare un’occasione valida di risparmio.

E’ sufficiente anticipare l’iter da affrontare facendo semplicemente due cose: un preventivo da un istituto di credito che propone condizioni migliori e presentarsi poi alla propria banca per vedere se ci sono i margini per procedere ad una rinegoziazione. In caso di risposta negativa si procede con l’altra banca in modo deciso, perché ormai più della metà delle banche garantiscono la gratuità della surroga solo se questa si conclude con esito positivo od, in caso di diniego, se ciò non è imputabile alla volontà di recesso del richiedente. Saluti

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