Surroga mutuo tasso fisso: principali pro e contro

Quali aspetti devono essere assolutamente valutati al momento di decidere se fare la surroga del mutuo, e se è meglio passare al tasso fisso od a quello variabile, a seconda del tasso di partenza? Per rispondere a questa domanda bisogna fare tre considerazioni e cioè:

  • quella sulla durata residua;
  • quella sul tasso finito che si ha attualmente;
  • sostenibilità della rata e quindi motivazioni che spingono alla surroga.

Motivazioni e durata residua del mutuo da surrogare

Questi due sono i punti di partenza, da cui muovere le proprie valutazioni sulla “convenienza” della surroga. La prima in senso assoluto è quella della durata residua, in quanto se gran parte del mutuo è stato pagato, l’impatto che il risparmio avrà con un tasso più vantaggioso è veramente modesto.

Questo perché la quota capitale è di gran lunga maggiore del monte interessi, che è già stato quasi tutto scontato. Quindi se si è in questa situazione (e si è tentati da un tasso più basso) i disagi sono di gran lunga maggiori dei possibili vantaggi, senza trascurare che di surroghe nella vita possono essere ben poche da un punto di vista pratico, per cui si rischia di giocarsi l’unica chance nel modo peggiore.

Se invece si ha la necessità di rendere allo stesso tempo la rata più facilmente sostenibile, allungando il piano di rimborso, allora bisogna mettere a confronto l’effettivo beneficio con il grande esborso in più di interessi che, comunque, anche se più bassi, andranno ad impattare in modo negativo.

Il discorso cambia nel caso in cui ci si trovi ancora nei primi anni di rimborso, e si abbia la necessità di stabilizzare le rate, effettuando una surroga a tasso fisso da una a tasso variabile, approfittando di tassi più “convenienti” in una prospettiva di lungo periodo.

Confronto dei tassi dei mutui per la surroga

L’avvio delle procedure di semplificazione per la portabilità del mutuo devono essere giustificate dalla scelta di un tasso più vantaggioso (il che non implica che si otterrà anche il mutuo migliore o più conveniente). Quindi come ultima valutazione bisogna mettere a confronto il tasso finito del mutuo attuale con quello di approdo, nel caso in cui si passi da tasso fisso al variabile, mentre nel caso del passaggio da variabile a fisso bisogna mettere a confronto gli spread e la presenza delle spese di incasso rata.

Alcune banche, come Bnl, Unicredit e Bpm propongono una vasta scelta di mutui di surroga, la maggior parte dei quali consentono una gestione più flessibile del mutuo nel futuro (con possibilità di tagliandi, switch da tasso a tasso, ecc).

Conclusioni

Quindi riassumendo: se si ha davanti ancora buona parte del piano di rimorso da soddisfare, se il tasso finito è migliore o se le condizioni lo rendono più “conveniente” non solo dal punto di vista economico, e se si ha la possibilità di ottenere un mutuo più gestibile ed adattabile alle variazioni future, è sempre un buon momento per approfittare della surroga. Ciò solleva anche dal dover immaginare scenari futuri inafferrabili, potendo, in corso di opera, adattare il mutuo alle evoluzioni dei tassi.


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