Domanda

Salve,
Che differenza c’è fra la dicitura Tasso Fisso 2,27% (IRS 25A + 1,15%) e Tasso Fisso 2,50% (Tasso finito). Significa che il primo potrebbe variare nel tempo oppure è semplicemente un modo di calcolare il tasso in maniera diversa? Grazie.

Risposta

Quando si parla di tasso fisso, il mutuatario ha da contratto la certezza che il tasso di interesse applicato (dato dalla somma tra lo spread e il tasso di indicizzazione che è l’ Eurirs oppure l’ Irs di durata pari a quella del mutuo scelto) non subirà modifiche unilaterali in futuro. Ciò implica che né il mutuatario e né la banca potranno apportare delle modifiche a meno che non si giunga ad un accordo (rinegoziazione), ad una surroga oppure a un mutuo di sostituzione.

Però la differenza tra tasso fisso finito e tasso fisso “da finire” (ovvero il caso dello spread + il tasso di riferimento applicato) non è affatto sottile e può incidere, prima della stipula del contratto e non dopo, sulla determinazione effettiva del tasso che verrà applicato e, di conseguenza, sul calcolo dell’importo della rata da pagare ogni mese.

Per rispondere alla seconda domanda ciò non significa però che il “tasso fisso” potrà variare nel tempo: una volta che si firma il contratto di mutuo questo viene congelato a quell’importo, e viene mantenuto inalterato.

Cercando di rendere più semplice la differenza vediamo alcuni casi specifici:

  • tasso fisso finito al 2,5%: in questo caso la banca applicherà al contratto di mutuo esattamente il tasso del 2,5% indicato in fase precontrattuale, senza preoccuparsi di adeguarlo alle variazioni che l’ Irs o l’ Eurirs di riferimento potranno subire. Come si può vedere nel quesito, l’importo è un poco più alto rispetto ad un analogo tasso che prevede lo spread più il tasso di interesse applicato. In questo caso il mutuatario non deve subire aumenti del tasso sottostante ma non può nemmeno beneficiare di una eventuale flessione;
  • tasso fisso 2,27% dato da Irs25 anni più spread 1,15%: questo tasso in realtà è da finire, nel senso che qualora l’ Irs a 25 anni (pari nel caso specifico a 1,12%) dovesse cambiare, ad esempio passando a 1,20% allora il tasso che verrà di fatto applicato al mutuo, congelato al momento della stipula e firma del contratto, sarà pari a 2,35% (ovviamente se scendesse a 1% allora il tasso “finito” diventerebbe 2,15%). Però da questo momento in poi non ci potranno più essere modifiche di tasso, rata o piano di ammortamento facendo fede il contratto finale firmato, e non i documenti firmati in fase precontrattuale.