Come funziona il Piccolo prestito INPS ex INPDAP

Coloro che sono iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ex Inpdap, e che hanno raggiunto l’anzianità minima contributiva al Fondo Unitario, possono richiedere per esigenze personali il piccolo prestito. Ci sono dei limiti per accedervi, che riguardano soprattutto la disponibilità delle somme stanziate, concesse fino alla capienza degli importi.

Oggi logicamente non è con l’Inpdap che si richiede il piccolo prestito, ma con l’Inps in cui sono convogliati i principali enti pensionistici statali. Per il resto, come requisiti e modalità di richiesta, oltre che per gli importi massimi richiedibili, non ci sono delle differenze da considerare rispetto a quelle applicate in precedenza.

Indice articolo

Come funziona?

Se si hanno i requisiti necessari per richiedere con l’ex Inpdap il piccolo prestito, si deve essere consapevoli che le somme massime ottenibili dipendono da due fattori:

  • l’importo dello stipendio netto percepito al mese;
  • durata del piano di rimborso.

Combinando questi due fattori quindi si possono avere differenti importi, che usano sempre lo stipendio netto mensile come ‘misura’ dell’importo massimo ottenibile. Proprio per questo gli importi che si possono ottenere non corrispondono mai a grandissime somme, e da qui la denominazione di “piccolo prestito”. Il rimborso può avvenire con addebito su conto corrente oppure con pagamento in contanti con servizio “per cassa”.

Importi ottenibili e durate

Si deve rispettare il seguente schema prefissato in base al regolamento vigente al 1 luglio 2019:

  • una mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 12 rate;
  • due mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 24 rate;
  • tre mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 36 rate;
  • quattro mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 48 rate.

In base alle durate indicate ed allo stipendio verrà poi stabilito l’importo massimo richiedibile. In realtà è possibile richiedere importi maggiori, anche se in questo caso non bisogna avere altre trattenute sullo stipendio come cessione del quinto o prestito pluriennale. Per la precisione gli importi si raddoppiano, quindi si potranno avere le seguenti combinazioni:

  • due mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 12 rate;
  • quattro mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 24 rate;
  • sei mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 36 rate;
  • otto mensilità di stipendio per piani di ammortamento da 48 rate.

Come si richiede?

Le modalità di richiesta variano a seconda che si tratti di aventi diritto ancora in servizio oppure pensionati. Per gli iscritti alla Gestione Unitaria in servizio la domanda del piccolo prestito deve avvenire attraverso gli appositi modelli, previa presentazione della domanda all’amministrazione di appartenenza, che poi procede per via telematizzata. Coloro che hanno il Pin per il portale NoiPa possono provvedere anche online tramite l’apposita funzione che rientra nelle funzioni self service. Per i pensionati invece la domanda va fatta usando direttamente la via telematica.

Possibilità di rinnovo

Se ci sono importi stanziati sufficienti, si potrà richiedere il rinnovo, ma a condizione che sia stato rimborsato almeno la metà del piano di ammortamento, quindi si dovranno presentare le seguenti situazioni:

  • per prestito da 12 mesi, almeno 6 mesi rimborsati;
  • per prestito da 24 mesi, rimborso di almeno 12 mensilità;
  • per prestito da 36 mesi, rimborso di almeno 18 mensilità;
  • per prestiti da 48 mesi, rimborso di almeno 24 mensilità.

Tassi applicati

Il tasso è fisso, per tutta la durata del piano di ammortamento, ma dipende da quello deciso con lo stesso regolamento con il quale si definisce la somma stanziata. Il tasso quindi subisce modifiche nel corso del tempo. L’ultimo dato reso noto dall’Inps è del 5% , più lo 0,50% fisso per le spese di amministrazione.

Data rilevazione: 1/07/2019 – Fonte: sito INPS

La simulazione

Se si ha il pin per accedere ai servizi NoiPa si può fare la simulazione nella sezione dedicata al Piccolo Prestito. In alternativa è possibile utilizzare anche il portale dell’Inps anche se in questo secondo caso i tassi potrebbero non essere stati aggiornati (la simulazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha infatti carattere puramente dimostrativo). In entrambi i casi si dovrà scegliere come funzione: “Simulazione Piccolo Prestito” , e quindi decidere se fare la ricerca della simulazione tramite “rata mensile” o “importo massimo erogabile”.

Approfondimento: NOIPA prestiti.

Tool Inps

Nel caso della simulazione con l’Inps, non serve avere il pin e nemmeno fare il login. Sarà sufficiente inserire i dati necessari richiesti dal sistema. Facciamo un esempio, inserendo lo stipendio netto e la data di nascita (Fonte: sito ufficiale Inps – Dati: 1 luglio 2019):

Nel nostro caso abbiamo inserito come stipendio netto 1500 euro per un lavoratore 40enne. La data di nascita in realtà serve per la parte riferita al prestito pluriennale visto che questo tipo di simulazione non permette di dividere le due situazioni. Quindi una volta cliccato su simula abbiamo come risposta:

A noi interessa solo il piccolo prestito e in particolare siamo orientati su quello a 24 mesi. Per avere maggiori info dobbiamo cliccarci sopra per vedere le due possibilità, quella del doppio dello stipendio o quella di 4 volte lo stipendio netto mensile (vengono proposte le tabelle rate e dell’importo degli interessi):

N.B. Sul web i tassi sono fermi al 4,25% quindi non si ha un risultato proprio fedele. Di contro via Inps non è possibile partire direttamente con la richiesta, possibilità invece presente con il portale Noipa.

Quali sono i tempi?

Il piccolo prestito nasce per fornire la liquidità di cui si ha bisogno in tempi ragionevoli, ma non bisogna pensare che la tempistica sia breve, anche se la procedura è telematica. Ad esempio sul manuale di NoiPa si parla di tempi che vanno dai 45 a un massimo di 60 giorni, con possibilità di ritardi dovuti a errori nella compilazione degli spazi o la necessità di fornire delle info aggiuntive per la valutazione. Si può comunque valutare lo stato di avanzamento della pratica sempre dall’area personale del self service. Tra i dati che si possono consultare troviamo:

  • il nr Protocollo Portale;
  • il nr Pratica;
  • il nr delle Rate;
  • la data della Richiesta;
  • l’importo Piccolo Prestito Richiesto;
  • lo stato della Pratica.

E’ quest’ultimo dato che ci dice a che punto si trova la nostra richiesta che potrà risultare ancora in lavorazione, oppure errata, rinunciata (c’è anche la dicitura errata rinunciata se la rinuncia non è andata a buon fine), annullata oppure rigettata.


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