Tasso mutuo fisso o variabile: quale conviene oggi?

Intorno alla convenienza dei tassi sui mutui ci sono tantissime speculazioni, e praticamente sempre la sensazione che si ha è che ognuno fa i propri interessi, o che non si conosca bene ciò di cui si sta parlando.

Certo è che cercare di fare una scelta ‘economicamente conveniente’ sui tassi di oggi è inutile oltre che dannoso, perché ci sono moltissime considerazioni da fare prima di passare alla mera convenienza. Quello che però risulta evidente in questo inizio di 2016 è che le banche, grandi come Unicredit, Intesa SanPaolo e Bnl, e più piccole come quelle “cooperative”, stanno seguendo un orientamento differente rispetto a quello condotto fino ad oggi: una forte spinta verso il tasso fisso, che ovviamente non rimarrà ai minimi storici di questo periodo ancora a lungo.

Allo stesso modo può risultare molto singolare la scelta dell’ex Inpdap di abbassare il tasso fisso anche dei mutui già in essere, portandoli tutti a 2,95%, senza graziare solamente i mutui che son in dirittura di arrivo.

Quali condizioni prendere in considerazione per scegliere?

Il dato più importante e, soprattutto, quello che in qualche modo condiziona anche le politiche delle banche oggi, è quello della sostenibilità, che deve essere valutata in un periodo di tempo non breve. Un approccio miope è infatti altamente dannoso. Il tasso variabile è quindi da escludere sempre e comunque? Assolutamente no, per il semplice fatto che i tempi in cui nell’arco di pochi mesi un tasso poteva andare completamente fuori controllo sono ormai alle spalle.

Indubbiamente i tassi risaliranno, ma non con un ritmo tale da poter impensierire i mutuatari, almeno per i prossimi 10 anni. Oltre sicuramente sarebbe meglio valutare un tasso fisso a meno di avere una rata molto comoda da rimborsare (vedi anche Meglio un mutuo tasso fisso o variabile?).

Perciò come valutare il paradosso per il quale le banche spingono in modo evidente verso il tasso fisso, proponendo (non solo con promozioni), tassi fissi pari a quelli variabili? Semplicemente perché è meglio avere clienti capaci di rimborsare il proprio mutuo (quindi non a rischio di aumentare le sofferenze e aggravare i conti), e poco propensi a fuggire con una surroga (visto che quelle passive sono sempre un costo e una perdita).

Conclusioni

Con un tasso fisso che difficilmente si rivedrà per almeno un cinquantennio, meglio se per durate di massimo 20 anni (per l’effetto degli interessi composti), indubbiamente si è arrivati a uno di quei rari casi in cui si è davanti ad un tasso adatto veramente a tutti.


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