Bonus ristrutturazione e bonus mobili under 35: requisiti e differenze

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente effettuato un aggiornamento sulla situazione che riguarda il bonus mobili (per la precisione a maggio 2019), che è stato ulteriormente prorogato e portato a coprire tutto il 2016, 2017, 2018 e 2019. A riguardo va però fatta la distinzione tra i requisiti che devono avere i possibili beneficiari (giovani coppie e altri contribuenti) e quali sono le spese e ammissibili e condizioni di accesso.

bonus mobili

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Per tutti i contribuenti: ristrutturazione edilizia

Come appena accennato il bonus mobili è stato prorogato di anno in anno, mantenendo le caratteristiche principali iniziali, con pochissimi novità. Ancora oggi tutti coloro che abbiano iniziato i propri lavori di ristrutturazione in data posteriore al 26 giugno 2013, e che abbiano o stiano per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe almeno A+ (A per i forni), possono accedere alla detrazione garantita dal bonus mobili fino alla soglia dei 10 mila euro (anche in questo caso la detrazione è del 50% e il recupero avviene in 10 tranche).

In modo sintetico, come requisiti temporali minimi necessari per la prima tranche era richiesto che i mobili e gli elettrodomestici (destinati ad arredare l’immobile ristrutturato) dovevano essere stati acquistati dal 6 giugno 2013 (quindi tutto il 2014 e 2015) fino al 31 dicembre del 2016.

ristrutturazione edilizia

Con le successive proroghe le limitazioni temporali sono via via mutate per arrivare al 2019, per il quale è possibile detrarre gli acquisti effettuati nel 2018 (per quanto riguarda gli elettrodomestici dal 1 gennaio 2018, va fatta inoltre la comunicazione all’Enea dell’acquisto di quelli che si vogliono portare in detrazione). Approfondendo anche gli altri aspetti fondamentali del bonus possiamo evidenziare come:

  • la ristrutturazione può avvenire su singole unità, o su parti comuni. Non è necessario che ci sia corrispondenza tra lo spazio ristrutturato (ad esempio il bagno) e il tipo di mobilio o elettrodomestico (che potrebbe riguardare la cucina, la camera da letto, ecc);
  • la data di “inizio” lavori deve essere dimostrabile e antecedente a quella di acquisto di mobili e elettrodomestici. Può, in questo contesto, essere possibile che l’acquisto dei mobili avvenga prima che siano sostenute le spese di ristrutturazione;
  • gli interventi ammessi sono di manutenzione straordinaria, di ricostruzione, o di tipo conservativo sia per singole unità che parti in comune;
  • la manutenzione ordinaria è possibile solo per parti condominiali.

N.B. In caso di lavori di ristrutturazione su parti comuni di un condominio, i condomini possono usufruire della detrazione ma solo per l’acquisto di elettrodomestici e mobili destinati all’arredamento delle parti comuni ristrutturate, e ognuno per la propria quota (sono esclusi gli acquisti che riguardano la propria abitazione).

Altri formalismi burocratici

Per la richiesta del bonus mobili è necessario conservare ed eventualmente esibire (in caso di accertamento fiscale) i seguenti documenti:

  • una ricevuta del bonifico oppure la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti tramite carta di credito o di debito) od ancora la documentazione di addebito sul conto corrente per pagamenti a rate;
  • le fatture di acquisto dei beni, che devono riportare: la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

La detrazione viene fatta riportando le spese nella dichiarazione dei redditi: il 730 oppure il modello Unico per i redditi delle persone fisiche).

documenti necessari bonus mobili

I 10 mila euro vengono calcolati per unità immobiliare e non per contribuente (quindi in caso di una coppia per un immobile la soglia rimane di 10 mila euro, mentre un single che ristruttura due unità immobiliari può arrivare alla detrazione di 20 mila euro).

I pagamenti ammessi ai fini dell’accesso al bonus mobili sono: carta di credito o di debito e bonifico (che non deve essere necessariamente quello parlante). Nel caso di acquisto con un finanziamento è necessario che la finanziaria faccia il pagamento con bonifico o nelle modalità accettate anche per i contribuenti e che rilasci un’apposita copia al cliente.

Le ultime novità

Tra le poche novità in vigore per quest’anno troviamo la già citata necessità di dare comunicazione dell’acquisto di alcuni elettrodomestici (forni, lavatrici, asciugatrici, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici) all’Enea tramite l’apposito portale. La comunicazione deve avvenire entro 90 giorni.

Per le giovani coppie: acquisto casa

Concludiamo ora ricordando il bonus mobili per le giovani coppie che però, almeno per quanto riguarda il 2019, non è stato replicato. La spesa massima che poteva essere portata in detrazione era di 16 mila euro. Le condizioni e i requisiti obbligatori che ne davano accesso erano fondamentalmente 4 e cioè:

  • aver acquistato (anche a titolo gratuito) un immobile nel 2015, o acquistare la casa entro il 31 dicembre 2016;
  • risultare coniugati (senza limitazioni temporali minime), oppure al 2016 essere conviventi (tramite stato di famiglia o autocertificazione) da non meno di 3 anni;
  • almeno uno dei due giovani non deve avere più di 35 anni (il limite di età si intende rispettato con riferimento all’intero 2016, anno in cui, al massimo, si deve appunto giungere al compimento del 35esimo anno di età);
  • l’immobile dovrà essere prima casa per entrambi i membri della coppia.

bonus mobili giovani coppie

La detrazione era sempre fissata al 50%, prevedeva un recupero in 10 rate annuali, e interessava solo le spese di acquisto di mobili di arredo della propria casa. Erano esclusi invece gli elettrodomestici, indipendentemente dalla classe energetica, e non aveva importanza chi avesse di fatto sostenute le spese. Il limite di 16 mila euro era massimo per entrambi i membri della coppia (vedi anche Detrazione mutuo ristrutturazione).

Il bonus mobili per le giovani coppie non era cumulabile con quello generale. I pagamenti potevano essere fatti:

  • tramite carta di credito;
  • con uso della carta di credito;
  • con bonifico (che non deve essere necessariamente quello parlante).
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