Mutui dipendenti privati: possibile con Inps?

La categoria dei dipendenti è accomunata dall’esistenza di un rapporto di lavoro di “dipendenza” (che può essere a tempo determinato o indeterminato). Il quale è soggetto a delle forme di tutela e delle agevolazioni molto differenti, a seconda che si appartenga al settore pubblico o quello privato. Queste differenze di trattamento divengono abbastanza evidenti nel momento in cui i dipendenti privati vogliono accedere al “credito” specialmente se si vanno a sottolineare le differenze delle condizioni economiche applicate rispetto a quelli pubblici. Un esempio piuttosto evidente si ha nel caso del mutuo Inps ex gestione Inpdap.

Mutui agevolati per il settore privato

Il legislatore non ha mai scelto (al di fuori dei tempi di crisi) di definire delle condizioni particolari per chi lavora nel settore privato. Qui infatti viene lasciata ampia libertà di definizione di accordi o convenzioni tra i soggetti che ne fanno parte, ma senza che il tutto venga disciplinato con interventi normativi.

Quindi non sorprende il fatto che non ci sono dei mutui per dipendenti privati che possano godere di agevolazioni particolari, al di fuori della propria categoria di appartenenza (soprattutto nel caso degli enti previdenziali di categoria come Enpam, Enpaf, Enasarco, ecc), come invece accade per i dipendenti pubblici. Tuttavia anche qui bisogna notare che non tutti i dipendenti pubblici possono ottenere le agevolazioni tipiche dei mutui Inpdap: possono farlo solo coloro che abbiano maturato determinati requisiti, e che abbiano scelto di iscriversi e contribuire al fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie.

Oltre alle agevolazioni di categoria, o stipulate tra singoli Istituti di credito e l’azienda per la quale si lavora, si possono sfruttare quelle che sono inserite per particolari categorie (come ad esempio i giovani, le famiglie numerose, ecc), o che sono legate ai momenti di crisi (agevolazioni concesse a posteriori soprattutto tramite le moratorie).

Quali vantaggi si possono ottenere?

Ciò che manca nelle ipotesi di mutui per dipendenti privati “agevolati” è l’organicità delle condizioni: ogni categoria presenterà dei requisiti e delle caratteristiche differenti come nel caso di:

  • durata del mutuo;
  • importo minimo e massimo che può essere richiesto;
  • anzianità della posizione lavorativa;
  • condizioni e caratteristiche dell’immobile da acquistare;
  • rapporto di parentela che può consentire un’estensione dei vantaggi;
  • Istituti di credito coinvolti negli accordi.

Ogni accordo presenta delle caratteristiche e delle peculiarità proprie, che saranno accessibili per una cerchia di dipendenti privati più o meno ristretta. Inoltre per accedere a queste condizioni bisognerà rivolgersi a specifiche filiali, con un carattere limitante soprattutto a livello territoriale.

I vantaggi che invece si possono ottenere si restringono soprattutto su:

  • tassi applicati;
  • esenzione da alcuni voci di costo che chi non rientra nelle convenzioni, a parità di condizioni, deve invece sostenere.

Non sempre queste facilitazioni, e il risparmio che si ottiene può essere considerata una vera e propria agevolazione. Tuttavia partire da queste condizioni migliorative può essere sempre un buon punto di partenza, per dare la giusta misura alle condizioni realmente ottenibili anche al di fuori di questi accordi, e soprattutto se si ha intenzione di sfruttare una promozione che sembra particolarmente conveniente che viene proposta a livello nazionale ma per una breve finestra temporale.

I migliori mutui: come trovarli nel settore “privato”

I dipendenti privati hanno marginali vantaggi solo nei confronti dei lavoratori autonomi, proprio per la maggiore tranquillità che un contratto a tempo indeterminato offre alle banche interpellate con una richiesta di preventivo, ed eventualmente successivamente per una domanda di fattibilità. Infatti mentre ad essi è preclusa la strada di accesso alle forme più convenienti riservate ai dipendenti pubblici (vedi anche Guida al credito per dipendenti pubblici e pensionati Inps), a questi ultimi sono riservate, anche a livello privato (con apposite convenzioni) delle convenzioni molto convenienti, anche se estranee all’apparato pubblico.

Quindi paradossalmente i mutui per i dipendenti privati sono accessibili, anche con formule leggermente differenti, quasi sempre anche ai dipendenti pubblici, mentre l’ipotesi contraria difficilmente si presenta. Ciò è dovuto al fatto che la pubblica amministrazione non è a rischio di fallimento, e le possibilità che un dipendente pubblico perda il posto di lavoro è abbastanza remota. Ciò non toglie che se si vogliono sfruttare i vantaggi che la situazione dei mutui in generale può riservare anche ai dipendenti privati, si possono cercare le condizioni più favorevoli sfruttando:

  • i mutui regionali o quelli riservati alle cooperative: i tassi applicati sono più bassi rispetto a quelli del mercato libero, o comunque grazie a forme di contributi regionali, si ha un risparmio diretto sugli interessi passivi pagati;
  • i mutui in convenzione con gli enti e le associazioni di appartenenza;
  • le convenzioni aziendali.

Come si può ben vedere non sono stati menzionati i fondi che negli ultimi anni hanno rappresentato quasi una costante scelta operata dai differenti governi (come il Plafond casa e il Fondo giovani ministeriale). In questi casi infatti non si ottengono delle agevolazioni sulle condizioni del mutuo (per cui non sono nemmeno lontanamente paragonabili al mutuo Inpdap). Ciò che si ottiene è solo una facilitazione per poter ottenere il mutuo, con il fondo che funge da garante, facendosi carico, per il 50% dell’importo totale del mutuo stesso, del “rischio” che in caso di insolvenza del richiedente, subentri per rimborsare quella quota di mutuo spettante.

Tuttavia manca l’aspetto che potrebbe essere più interessante per un potenziale richiedente, ovvero il mantenimento del criterio in base al quale con il diminuire il rischio di insolvenza, vengano adeguate anche le condizioni economiche con un abbassamento del tasso di interesse applicato.

Meglio le promozioni?

Le banche periodicamente propongono dei mutui a tassi molto più bassi rispetto alla media del mercato. Queste proposte solo in alcune occasioni vanno considerate come delle vere e proprie occasioni, ma non valutarle potrebbe sottrarre l’opportunità di trovare il miglior prodotto per poter coronare il desiderio di avere una casa propria, a condizioni economiche più che accettabili.

Anche in questo caso è più che sufficiente rispettare pochi accorgimenti, che possono essere così riassunti:

  • controllare che una “convenzione” offra dei reali vantaggi (farsi fare un preventivo con le condizioni della convenzione e uno, dalla stessa banca, privo di queste facilitazioni o migliorie);
  • constatare che il tasso promozionale non sia di imbocco (farsi calcolare il piano di ammortamento per l’intera durata, e poi confrontarlo con quello di una banca che ha un tasso medio basso superiore a quello promozionale, ma inferiore a quello della stessa banca che propone al di fuori della promo) e fare una simulazione promozionale.

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