Mutui per infermieri: tradizionali, convenzioni o Inps?

Gli ordini professionali spesso ottengono una certa attenzione in ambito finanziario (nel campo dei finanziamenti o dei conti correnti) che si concretizza con condizioni migliorative rispetto alla clientela retail. Un aspetto ‘parzialmente’ confermato per il personale infermieristico anche se nel caso della ricerca di mutui specifici, le alternative e il percorso da seguire cambia a seconda della personale scelta lavorativa.

E’ necessario quindi distinguere tra gli infermieri impiegati nel settore pubblico, quelli impiegati nel settore privato e i liberi professionisti.

mutui per infermieri

Le possibili alternative

Le alternative da valutare possono essere:

  • mutui agevolati riservati ai dipendenti statali;
  • mutui convenzionati con grandi strutture sanitarie (pubbliche o private);
  • mutui riservati agli aderenti agli ordini professionali appositi.

Andando a studiare le convenzioni presenti sui vari ordini, associazioni o federazioni (come Opi, Opial, Fnopi), difficilmente si trovano dei mutui appositamente dedicati agli infermieri, mentre si può trovare qualche proposta di finanziamento (soprattutto prestito personale) che riserva delle condizioni agevolate. Quindi l’ultima alternativa è quella meno frequente, ma ciò non toglie che informarsi per vedere se c’è qualche convenzione da valutare, può essere sempre una risorsa importante.

Il mutuo agevolato per dipendente pubblico

Il personale infermieristico che ha un contratto di lavoro dipendente con strutture sanitarie pubbliche, essendo un dipendente statale può accedere ai canali disponibili per il pubblico impiego. Quindi, se si hanno i requisiti necessari per accedere ai mutui agevolati, si può fare domanda, seguendo l’iter apposito, per i mutui Inps ex Inpdap o mutui convenzionati.

I mutui Inps possono essere richiesti per acquisto, ristrutturazione di immobili per uso abitativo, oppure per i box come pertinenze delle proprie abitazioni, entro dei limiti di importo precisi (300 mila per acquisto o costruzione, 150 mila euro per ristrutturazione, e 75 mila euro per box). L’accesso può però avvenire solo se si è iscritti la Gestione unitaria delle prestazioni creditizie o se si è personale infermieristico statale oramai in pensione. In tal caso è necessario essersi di nuovo iscritti alla Gestione Unitaria ed avervi contribuito per almeno un anno.

Le condizioni come i tassi applicati sono stabiliti dall’Inps (variano in funzione della durata e del loan to value dell’immobile) e la richiesta deve avvenire per via telematica. I tempi per la richiesta vanno dal 15 gennaio al 10 ottobre di ogni anno, e si può ottenere risposta positiva solo se il fondo stanziato ha una somma sufficiente.

(Fonte: sito ufficiale Inps – Data: 20 ottobre 2020)

Per quanto riguarda invece i mutui riservati da banche o finanziarie, si può accedere a prodotti con condizioni meno onerose rispetto alla media della clientela. Tali agevolazioni sono legate alla maggiore sicurezza che il contratto lavorativo statale può offrire. Le condizioni applicate sono variabili tra i vari istituti di credito così come i requisiti necessari per potervi accedere e i canali da utilizzare. Possono inoltre essere previste delle limitazioni, in parte rappresentate dagli importi richiedibili.

contratto mutuo

Le soluzioni per i liberi professionisti e dipendenti privati

Se si è un infermiere che lavora presso una struttura privata, in qualità di dipendente o libero professionista con collaborazioni stabili o frequenti, allora si può vedere se ci sono convenzioni stipulate tra il datore di lavoro e specifici istituti di credito. Questo tipo di accordi non si estendono a livello nazionale, per cui bisogna rivolgersi al nominativo indicato come referente e seguire l’iter di contatto indicato (il che può essere anche un contatto diretto come e-mail oppure numero di agenzia o cellulare).

Bisogna fare attenzione che le ‘convenzioni’ riservino un reale vantaggio, perché può capitare che siano circoscritte ad aspetti marginali (come ad esempio uno sconto sui costi di istruttoria che però potrebbe risultare vanificato dal tasso applicato).

Gli ordini professionali

Si sente parlare di convenzioni interessanti per il personale sanitario Enpam o Enpaf, ma nel caso di ordini come quelli per le professioni infermieristiche è abbastanza difficile trovare la stessa ampiezza di proposte e soprattutto la presenza di prodotti quasi istituzionalizzati.

Si può sempre controllare se ci sono delle proposte, ma con una ricerca parallela rispetto alle convenzioni che vantano una tradizione ormai consolidata o la possibilità di accedere alle agevolazioni previste per i mutui ex Inpdap nel caso dei dipendenti statali.

Conclusioni

Come più volte evidenziato nel corso dell’articolo è difficile trovare dei prodotti creati appositamente come mutui per infermieri. Le varie possibilità di impiego che si hanno con questa professione possono permettere di accedere ugualmente a condizioni migliorative. Ovviamente non vengono meno le difficoltà previste per chi dovesse avere un contratto a tempo determinato, o per chi non possa vantare una lunga o almeno soddisfacente esperienza lavorativa.

Se poi non si è alla ricerca di condizioni riservate, si può logicamente guardare al mercato dei mutui in modo generalizzato (come ad esempio Unicredit, Bnl, Intesa Sanpaolo). In ogni caso il consiglio principale è sempre quello di armarsi di pazienza e farsi fare differenti preventivi da confrontare, così da avere:

  • un ritorno numeroso sul punto di vista della fattibilità. Alcune banche avranno un approccio più severo e minori margini di successo;
  • una panoramica ampia sulle condizioni che con la propria situazione lavorativa, importo e zona di interesse, si possono fattivamente ottenere.