Mutui per dipendenti pubblici: quali agevolazioni?

Le opzioni da valutare se si è alla ricerca di un mutuo per dipendenti pubblici sono tante, considerando anche la possibilità di poter richiedere quelli definiti come “mutui Inps ex Inpdap“.

Le possibili alternative

Prima di trattare le caratteristiche, le modalità di richiesta ed i requisiti del mutuo Inps, facciamo una breve panoramica sulle altre alternative.

I prestiti pluriennali garantiti o diretti

Si tratta innanzitutto di soluzioni accessibili per importi non troppo elevati, più precisamente entro 100 mila euro e per l’acquisto da enti per le case popolari o simili. In entrambi i casi bisogna avere gli stessi requisiti soggettivi necessari per richiedere il mutuo ex Inpdap, ma non si ha un mutuo ipotecario, per cui viene meno la parte dei costi legati all’intervento del notaio.

Di contro non si ha nemmeno la possibilità di detrarre gli interessi passivi ed il tasso (TAN) applicato è per quelli diretti del 3,5% più 0,50% di spese di amministrazione. Si tratta di una soluzione estrema che va attentamente valutata, soprattutto se non si hanno altre possibilità.

I prodotti ‘agevolati’ nelle condizioni economiche vista la solidità del ‘datore di lavoro’ e le ridotte possibilità di ritrovarsi senza un impiego.

Si tratta dei mutui proposti dalle banche e dalle finanziarie che talvolta possono prevedere tassi più bassi per il minor rischio di insolvenza. A questi si aggiungono quelli in convenzione, che frequentemente possono prevedere caratteristiche specifiche per le varie categorie di statali (per esempio per i carabinieri o in generale le forze armate, per i dipendenti ministeriali, o per gli insegnanti in generale).

Anche con i tassi di oggi difficilmente queste ‘condizioni di favore’ possono competere con i tassi applicati sui mutui Inps, soprattutto dopo il restyling che è stato fatto nel 2017 nella riorganizzazione del Loan To value e quindi dell’organizzazione dei relativi tassi.

Approfondimenti: Guida ai prestiti pluriennali Inpdap, Mutui NoiPa.

mutui dipendenti pubblici

Il mutuo Inps

Si tratta di un mutuo ipotecario edilizio che può essere richiesto da coloro che sono iscritti al fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Pur essendo un fondo creato appositamente per i dipendenti statali, l’iscrizione e la contribuzione è facoltativa, perché prevede un contributo che mensilmente viene trattenuto sullo stipendio o sulla pensione (in quest’ultimo caso l’aliquota applicata è minore).

Oltre a questo requisito fondamentale ci sono delle altre ‘limitazioni’ da rispettare che riguardano:

  • caratteristiche dell’immobile, in quanto deve trattarsi di un immobile ad uso abitativo;
  • finalità del mutuo, che può essere di acquisto (da privato o costruttore, ma anche da Ente o cooperativa) o ristrutturazione oppure di acquisto, costruzione o ristrutturazione di un box che sia di pertinenza dell’abitazione dell’iscritto;
  • importo da finanziare, in quanto per l’acquisto e la costruzione su terreno di proprietà si può arrivare fino a 300 mila euro, mentre per la ristrutturazione si arriva al massimo a 150 mila euro. Per i box si può arrivare fino a 75 mila euro;
  • LTV, in quanto sono previste differenti percentuali tra il LTV massimo per acquisto e costruzione rispetto a quello di ristrutturazione. Nei primi due casi si può arrivare fino al 100% della spesa, mentre nel caso di ristrutturazione la percentuale massima è del 40%;
  • non bisogna avere altri immobili, nemmeno con proprietà parziale, fatte salve poche eccezioni che afferiscono soprattutto a quote entrate nell’asse ereditario (l limite vale anche per il coniuge in comunione dei beni cointestatario);
  • la durata, in quanto sono previste durate di 10 anni, 15, 20, 25 oppure 30 anni. Tuttavia per i pensionati la durata massima è di 15 anni.

Tassi

Per conoscere le condizioni che si potrebbero ottenere considerati i tassi applicati (che riportiamo nella tabella successiva) si può usare il simulatore presente sul sito dell’Inps.

banca

Per avere dati definitivi bisogna però usare la procedura telematica che è accessibile dalla propria area personale. I tassi con il nuovo regolamento variano sia in funzione della durata (con poche eccezioni) che del LTV. Al 21 ottobre 2020 per il tasso fisso sono:

durata in anni LTV fino a massimo del 50% valori compresi tra il 50% e l’80% dall’80% fino al 100%
10 anni 0,42% 0,60% 1,00%
15 anni 0,66% 0,84% 1,35%
20 anni 0,79% 0,97% 1,52%
25 anni 1,10% 1,16% 1,78%
30 anni 1,10% 1,16% 1,78%

Come si può vedere è contemplata anche la possibilità di finanziare fino al 100% del prezzo o valore dell’immobile e per le durate che vanno dai 25 ai 30 anni i tassi applicati sono gli stessi. Si può scegliere anche un mutuo Inps a tasso variabile, con indicizzazione all’euribor a 3 mesi che viene rilevato il 31 marzo, il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre.

Approfondimento: Tassi cessione del quinto dipendenti pubblici.

lavoratore pubblico

Il mutuo per lo studio

Nel mutuo Inps è contemplata anche la possibilità di ottenere il mutuo per finalità legate allo studio (Università in Italia o all’estero, corsi Erasmus o di specializzazione). Per questa finalità le durate e i tassi sono però diversi:

durata in anni LTV fino a massimo del 50% valori compresi tra il 50% e l’80% dall’80% fino al 100%
10 anni 0,70% 1,10% 1,10%
15 anni 0,80% 1,20% 1,20%

Le domande di mutuo possono essere presentate dal 15 gennaio fino al 10 ottobre di ogni anno.

(Fonte: sito ufficiale Inps – Data: 21 ottobre 2020)