Prestiti in convenzione Inps: vantaggi, funzionamento e modalità di accesso

Iniziamo subito affermando che un prestito in convenzione INPS punta ad assicurare al richiedente alcuni vantaggi fondamentali e cioè:

  • una semplificazione della procedura di richiesta e valutazione;
  • condizioni economiche più vantaggiose rispetto a quelle ottenibili al di fuori degli accordi.

Fatta questa doverosa premessa prima di parlare di cos’è e come funziona una convenzione INPS, bisogna distinguere tra due tipologie di possibili destinatari che per la precisione sono:

  • i pensionati Inps, compresi anche gli ex lavoratori autonomi o coloro che hanno versato contributi come lavoratori dipendenti del settore privato;
  • i dipendenti pubblici che hanno i requisiti per accedere al prestito pluriennale, soprattutto quello garantito.

Indice articolo

Come accedere alle convenzioni?


Facendo un discorso generico per accedere alle varie convenzioni con l’INPS legate ai finanziamenti ci sono due condizioni fondamentali e obbligatorie da tenere presenti e cioè la necessità di:

  • rivolgersi a una delle banche convenzionate;
  • avere i requisiti minimi necessari.

Questi ultimi possono variare notevolmente a seconda della convenzione e possono riguardare ad esempio:

  • l’età minima e massima;
  • la necessità dell’iscrizione al fondo della Gestione Unitaria (come nel caso del prestito pluriennale garantito);
  • la titolarità di una pensione Inps derivante da versamenti legati al lavoro svolto (normalmente con esclusione di quelle Inail, quelle di invalidità ecc);

N.B. Le varie convenzioni non sono mai obbligatorie per legge! Proprio per questo non tutte le banche e le finanziarie sono tenute a rispettarle e soprattutto a stipularle. Per conoscere gli istituti di credito convenzionati ci si può rivolgere direttamente all’Inps (nel caso dei pensionati si può consultare la pagina https://servizi2.inps.it/servizi/cessionequinto/Pages/GestEntiConvenzionati.aspx) oppure chiedere alla prorpia amministrativa ad sempio nel caso del prestito pluriennale indiretto.

Convenzione pensionati

In quest’articolo ci focalizzeremo sulla convenzione Inps destinata ai pensionati. Questa agevolazione è nata per fornire una forma di tutela a monte per una categoria “economicamente” fragile come i pensionati, che non hanno di norma la possibilità di aumentare le proprie entrate. Attraverso questo ‘intervento’ sono state stabilite delle condizioni di massima che gli istituti di credito aderenti agli accordi sono tenuti a rispettare, e che prevedono:

  • tassi applicati più contenuti rispetto a quelli medi applicati dalle banche;
  • una procedura semplificata grazie all’accesso diretto da parte della banca o della finanziaria convenzionata ai sistemi dell’Ente pensionistico, per il calcolo della quota cedibile e l’ottenimento degli altri documenti necessari.

In sintesi coloro che decidono di rivolgersi a una delle banche presenti nell’elenco riportato all’interno del sito dell’Inps devono poter contare su meno burocrazia e su condizioni economiche migliorative che incidono logicamente sul Taeg finale.

Dove rivolgersi?

L’elenco delle banche con convenzione Inps può subire delle modifiche nel corso del tempo, sia per l’ingresso di nuovi istituti, che per l’uscita di altri che avevano firmato in precedenza. Quindi se si vuole la certezza di aderire a una cessione del quinto della pensione frutto della convenzione con l’Inps si deve:

  • consultare l’elenco e accertarsi che si tratti di accordi attivi;
  • controllare i tassi che trimestralmente l’Inps pubblica, che rappresentano il tasso massimo applicabile.

Al 2 luglio 2019 dal sito ufficiale dell’Inps si può notare che gli istituti di credito convenzionati sono 55 che vanno dalle banche più grandi come ad esempio Bnl, Intesa Sanpaolo e Unicredit fino a realtà più piccole come ad esempio la Banca di Sassari o quella Popolare del Frusinate. Ampia anche la scelta di finanziarie tra cui possiamo ricordare Fingepa ed Agos.

Approfondimento: Agos prestiti.

Procedura di richiesta

Le procedure di richiesta possono variare parzialmente a seconda della banca o finanziaria convenzionata fatto fermo che proprio in base alle già citate agevolazioni burocratiche sarà sempre l’istituto di credito a richiedere all’ente i documenti e le certificazioni necessarie legate in primis alla quota cedibile. Il richiedente dovrà normalmente fornire il proprio documento d’identità e la tessera sanitaria (o codice fiscale) aggiungendo al massimo l’ultimo cedolino pensione o mod ObisM (facilmente reperibili online sul sito dell’Ente tramite Pin).

Una volta superata tutta la fase di verifica da parte dell’ente previdenziale, in caso di esito positivo, la somma richiesta verrà erogata. Poi il rimborso avverrà con trattenuta a monte a cadenza mensile da parte della stessa Inps.

Definizione dei tassi

Come già detto una convenzione come quella dell’Inps si basa su ‘disposizioni di massima’, quindi le banche possono decidere, nel rispetto delle condizioni e dei tassi periodicamente comunicati, le condizioni da applicare poi nei contratti. In quest’ottica è consigliato farsi fare più di un preventivo per valutare l’effettiva convenienza indicando parametri simili per importo e per durata. Tra l’altro la stessa Inps specifica che nel contratto devono essere indicate tutte le spese previste e gli interessi applicati.

E’ infine consigliato, come già detto, controllare i tassi trimestrali che variano sia in funzione degli importi richiesti (al di sopra o al di sotto dei 15 mila euro) che per fascia di età. L’ultimo dato ufficiale, relativo a giugno 2019, riporta i seguenti tassi massimi (Fonte: sito ufficiale Inps):

Dall’ 1 luglio 2017 al 30 settembre 2019

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,58% 6,88%
da 60 a 64 anni 9,38% 7,68%
da 65 a 69 anni 10,18% 8,48%
da 70 a 74 anni 10,88% 9,18%
da 75 a 79 anni 11,68% 9,98%

Attenzione: l’età va considerata al termine del piano di ammortamento scelto.

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