Come richiedere un mutuo agevolato Inpdap per acquisto prima casa?

L’assorbimento da parte dell’Inps degli altri enti previdenziali, tra i quali l’Inpdap, non ha prodotto significativi cambiamenti sui regolamenti e modalità di erogazione dei prestiti e dei mutui. In particolare come “Nuove regole per dipendenti pubblici e statali” per l’erogazione dei mutui Inpdap rimangono in vigore quelle effettuate temporalmente più di recente, ovvero quelle risalenti al 1° ottobre 2011, che riportiamo sinteticamente di seguito.

Nel 2016 ci sono state le sole novità legate al tasso variabile, dovuto all’andamento dell’euribor, ma nulla di nuovo per il tasso fisso che è rimasto agganciato al livello deciso nel luglio del 2015. Per quanto riguarda le modalità di presentazione delle domande e i canali che consentono di ricevere assistenza, ma non la tempistica, si può andare incontro a qualche difficoltà in più, che può essere facilmente superata se si ha un minimo di conoscenza con queste modifiche (ad esempio sul come contattare il numero verde ex Inpdap).

Requisiti oggettivi per la richiesta dei mutui Inpdap

Possono farne domanda solo coloro che si sono iscritti alla “Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali”, da almeno 3 anni. Inoltre non bisogna essere titolari di un’altra abitazione sul territorio nazionale (l’impedimento si estende anche agli altri membri del nucleo familiare, ad eccezione dei genitori proprietari, specificando che si vuole formare un nuovo nucleo nell’abitazione per la quale si richiede il mutuo).

Nel caso in cui il coniuge sia titolare di un immobile, se in separazione di beni, non ci sono ostacoli solo se l’immobile per il quale si richiede il mutuo Inpdap viene intestato solo al dipendente che non ha nessuna causa ostativa. In regime di comunione, l’intestazione dell’immobile va invece fatta ad entrambi ed il coniuge si presenta come terzo datore di ipoteca.
Queste cause di esclusione vanno considerate anche nel caso in cui si dovesse decidere di fare una surroga da un mutuo con una normale banca per passare a quello meno oneroso dell’Inpdap.

Importo massimo e requisiti reddituali

La somma massima erogabile è pari a 300 mila euro, che possono arrivare a coprire fino al 100% del valore dell’immobile, più una somma a titolo di spese accessorie che non può superare i 5 mila euro. Il calcolo dell’importo massimo erogabile deve tener conto del limite dell’importo delle rate che non possono superare la metà dell’imponibile netto del Cud.
Nel caso della surroga le condizioni, e/o limitazioni, sono le stesse, anche dal punto di vista reddituale. Oltre ai requisiti essenziali che riguardano l’immobile (essendo sempre escluse comunque le abitazioni considerate di “lusso” indipendentemente dal prezzo di acquisto), c’è da considerare anche la finalità per cui può essere richiesto il mutuo Inpdap, che può essere sintetizzata nell’acquisto della prima casa. Per altre finalità si può optare per i prestiti Inpdap, considerando però sempre le finalità specifiche per cui possono essere richiesti.

Tassi e caratteristiche del mutuo

La scelta può riguardare il tasso fisso o variabile, entrambi determinati con l’approvazione del regolamento stesso che stabilisce anche le varie condizioni per la presentazione delle domande e per l’erogazione. La durata va da un minimo di 10 anni ad un massimo di 30 anni (con variazioni di intervallo di 5 anni, quindi per le durate intermedie si può scegliere a 15 anni, 20 oppure 25 anni), mentre il pagamento delle rate avviene semestralmente tramite l’uso del Mav.
Non è prevista la possibilità di rimborso tramite rid bancaria, e questa disposizione non è derogabile. Una delle difficoltà maggiori ravvisate nelle discussioni dei vari forum, accese dagli utenti stessi già mutuatari Inpdap, è proprio quella del rimborso che finisce con l’avvenire con importi molto importanti.

Anche per questo per evitare di trovarsi sprovvisti dei fondi necessari è bene accantonarli periodicamente, magari su un apposito conto corrente a costo zero, oppure su un conto deposito come Conto Arancio (o un conto corrente a remunerazione con Hello!Money).

La perizia è a carico del richiedente, mentre le spese di amministrazione e gestione dell’istruttoria e della pratica sono pari allo 0,50% dell’importo del mutuo richiesto.

L’erogazione delle somme avviene solo se il fondo stanziato quadrimestralmente è capiente e in base alla graduatoria che viene stilata considerando i vari fattori, compreso il reddito e la situazione familiare.

L’accesso alle agevolazioni vale anche per l’acquisto di una abitazione per i figli o genitori. La polizza incendio e scoppio è a carico del richiedente e deve avere come massimale minimo una somma pari a 1 milione di euro per la parte di responsabilità civile verso terzi mentre il massimale per l’incendio e scoppio è legato al valore del capitale residuo da rimborsare.

Il costo è ovviamente dipendente dagli importi assicurati oltre che dalla compagnia a cui ci si rivolge. Per le varie categorie di dipendenti pubblici (ad esempio insegnanti, forze armate, di polizia, ministeriali, ecc), spesso sono in vigore delle convenzioni, che è bene valutare ma non in via esclusiva. E’ sempre ottima consuetudine richiedere almeno 3 o quattro preventivi, al fine di scegliere il prodotto che garantisce la migliore copertura (riducendo il più possibile le cause di esclusione) con il minor costo del premio che potrà essere pagato.

Pagamento che, a seconda delle proposte, potrà avvenire mensilmente oppure in modo anticipato in una sola soluzione. Generalmente quest’ultima è quella che permette di risparmiare, e non si deve temere l’effetto in caso di rimborso anticipato, visto che i premi assicurativi per prestazioni non godute devono essere restituiti.

Come si richiede?

E’ fondamentale che nel momento in cui si decide di fare la domanda per un mutuo Inpdap si provveda a corredarla di tutta la documentazione necessaria richiesta. Se dovesse essere presentata della documentazione non completa, la domanda stessa viene rigettata senza alcuna sollecitazione perché si provveda all’integrazione delle parti mancanti.

Inoltre si deve tener presente anche della tempistica, visto che la presentazione della domanda può essere fatta solo in intervalli di tempo ben precisi e che non durano a lungo, che sono:

  • per il primo quadrimestre, dal primo gennaio al 10 gennaio;
  • per il secondo quadrimestre dal primo maggio al 10 maggio;
  • per il terzo quadrimestre dal primo settembre al 10 settembre.

Dal 2012 (visto la determinazione presidenziale numero 95) le domande possono essere presentate solo per via telematica, potendo trovare comunque online tutta la documentazione di cui si necessita.

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