Mutui tasso zero: quali alternative in Italia?

Dopo la notizia del mutuo a tasso negativo, partito in Danimarca, si sta diffondendo anche quella dei mutui a tasso zero, che fino a non molto tempo fa potevano essere situazioni dedicate solo a specifici settori e condizioni. Oggi sembra invece una strada percorribile anche quando si tratta di mutui destinati all’acquisto della prima casa. Ancora una volta a prendere l’iniziativa è la Danimarca che ha annunciato il mutuo a 20 anni proprio con tasso pari a zero. Vediamo di cosa si tratta e le concrete possibilità che ci possono essere in Italia nell’ambito dei finanziamenti dedicati alla casa e alle attività di impresa.

Come e quando è possibile

Può sembrare una situazione irreale quella di poter richiedere un prestito e non dover restituire gli interessi sulle somme utilizzate e restituite anche in un arco temporale lungo, come nel caso dei mutui. Tuttavia stiamo vivendo in un periodo molto particolare dove le banche, dopo una crisi di illiquidità che ha costretto la banca Centrale Europea a fare una serie di interventi su tassi e immissioni di denaro fresco, oggi si trovano con le casse piene di denaro. Di contro, con i tassi che spesso scendono in negativo, per le banche prestare denaro a breve termine non è particolarmente vantaggioso.

tassi mutui

In questo quadro sono state prese alcune iniziative (per ora non nel nostro paese) destinate all’acquisto di immobili, dove per durate ‘non lunghissime’, vengono proposti mutui senza l’applicazione di un tasso né positivo e nemmeno negativo, ma fissato a zero. Tuttavia sappiamo che un tasso ‘finito’ è una cosa, un’altra è quello a cui deve essere ancora aggiunto lo spread che i vari istituti di credito applicano in maniera ‘libera’ com ‘fonte’ del proprio guadagno.

Nello specifico possiamo parlare di tasso finito quando ‘zero’ rappresenta il risultato della somma tra spread applicato dalla banca e tasso di riferimento. Per avere un mutuo a tasso zero è quindi necessario stabilire a monte che lo spread sarà pari all’importo del tasso di indicizzazione, applicando un segno inverso: per esempio se si tratta di un tasso indicizzato all’eurirs che supponiamo essere pari a 0.10 punti base allora lo spread dovrà essere scelto con valore pari a -0.10 punti base.

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Anche in Italia?

Si tratta però di una possibilità che difficilmente si può concretizzare oggi in Italia, così come sono strutturati i nostri mutui, con un funzionamento molto diverso rispetto a quello impiegato in Danimarca. Tra l’altro le banche attive in Italia nel corso del tempo, per tutelarsi dai tassi negativi che andavano ad erodere lo spread, si sono protette inserendo un valore di aggiustamento od ancora la clausola del ‘floor’ per non rischiare di scendere al di sotto di determinati valori (discorso che è ancora più importante nelle surroghe dov’è la banca che sostiene in principio dei costi).

Quindi in linea generale oggi non sembra plausibile ottenere in Italia un mutuo a tasso zero per l’acquisto di una prima casa o di un immobile. Di contro riuscire a sottoscrivere un mutuo con un tasso finito molto basso e con uno spread ai minimi storici diventa più probabile.

Quali le possibilità concrete?

Il discorso cambia nel caso di un mutuo destinato all’avvio o sostegno di un’attività a titolo imprenditoriale, soprattutto se dedicato a specifiche categorie (come i giovani e le donne) e rivolto a specifici settori (soprattutto quello agricolo). In questo contesto troviamo il provvedimento già inserito nella legge di Bilancio (nell’articolo 60) relativo al periodo che va dal 2020 al 2022 (per l’intero triennio). All’interno del Dls si parla di un fondo rotativo con stanziamento di 15 milioni di euro (quindi il fondo continuerà a funzionare e a concedere fondi a mano a mano che viene ripristinata la riserva tramite l’incasso delle somme restituite da chi ne beneficia dopo la sua approvazione). Questo sarà concesso:

  • sotto forma di mutuo a tasso zero;
  • con destinatarie le donne che svolgono l’attività di imprenditore agricolo o che vogliono avviare un’attività in questo settore;
  • con un importo massimo ottenibile fino a 300 mila euro.

Tulle le altre caratteristiche e condizioni applicate verranno stabilite tramite bandi di assegnazione, ma solo dopo che (tempo 60 giorni dall’entrata in vigore) il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, insieme alla Conferenza Stato-Regioni, emanerà un decreto atto a regolamentare sia i criteri che le modalità di richiesta di questi mutui agevolati.

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Conclusioni

Il mutuo a tasso zero, allo stato dei fatti, non è una realtà applicata in Italia per l’acquisto di immobili. Di contro vale la pena cercare di rinegoziare le condizioni del mutuo che si ha già, oppure fare acquisti senza privarsi di tutti i risparmi, sfruttando tassi di interesse che sono comunque a livelli che difficilmente torneranno in futuro.

Oggi le banche vedono il mutuo anche come un prodotto per attirare nuovi clienti, ai quali proporne poi altri più remunerativi, per cui si può sfruttare il momento cercando di impiegare al meglio l’attuale congiuntura positiva.


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