Mutui economici: quello che le banche non dicono

Mutui in valuta, mutui a tasso fisso, online o promozionali: quando si può parlare veramente di mutui economici? Rispondere a questa domanda in modo esaustivo per ciascuna situazione, considerato che le necessità di chi cerca un mutuo per la prima casa sono differenti da chi vuole un mutuo di costruzione o di ristrutturazione è impossibile. Di contro, si possono individuare alcuni aspetti da valutare al momento di fare la propria scelta.

I mutui economici realmente sono a tasso fisso od a tasso variabile?

In senso assoluto i mutui a tasso fisso sono meno economici rispetto a quelli a tasso variabile, per spread leggermente più basso (negli ultimi anni il gap tra le due tipologie di tassi si è però fortemente assottigliato), e soprattutto per il peso che per tutta la durata del mutuo, il ‘tasso fisso’ avrà in più rispetto al ‘tasso variabile’ (passibile di oscillazioni ma che tendenzialmente, in valori medi, fa mantenere un tasso comunque più basso).

Ma quando si tratta di decidere tra tasso fisso o tasso variabile non si può fare una valutazione sul “più economico” in quel momento, ma bisogna considerare la propria situazione reddituale, lavorativa (con prospettive per il futuro e delle previsioni in funzione del risparmio generato), ed anche personale (se si hanno progetti importanti nel tempo come trasferimenti, matrimoni, figli, ecc).

Mutui online e mutui in promozione: quali i più economici?

Forse qualche anno fa i mutui online erano realmente più economici, ma nel corso degli ultimi 10 anni il vantaggio accumulato con il loro ingresso è stato rapidamente depauperato. Se si fa eccezione di qualche spesa accessoria in meno, non si può più dire che un mutuo online sia meno oneroso di uno tradizionale, quindi incaponirsi su questa categoria è altamente limitativo.

Periodicamente ci sono delle offerte di mutui promozionali, che dopo una fase di esaltazione sono stati addirittura demonizzati a causa di un malcostume delle banche che faceva leva sulla scarsa informazione a cui potevano accedere i clienti, incentrato sui tassi da “imbocco” (convenienti per qualche mese, al massimo un paio di anni, per poi costituire un vero salasso).

Ora i mutuatari sono più attenti ed inoltre anche il principio della trasparenza alla base del credito si è fatto più autentico, quindi con qualche domanda si può smascherare un tasso che in realtà non conviene anche se apparentemente ‘appetibile’. Nel dubbio, è di aiuto il preventivo (attenzione: farsi rilasciare sempre una copia secondo gli standard europei), che confrontato con un prodotto simile, ma non in promozione, permette di vedere l’effettivo esborso a cui si andrà incontro per tutta la durata del mutuo stesso.

Anche qui però, fissarsi su qualche migliaio di euro ‘in meno’ è comunque sbagliato, a meno che quel risparmio non si concentri nelle fasi iniziali, quando per la casa nuova bisogna sostenere anche qualche altro costo in più da non sottovalutare (come agenzia, notaio, arredamento, ecc).


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